Coltivare le orchidee e farle rifiorire è facile; curare le orchidee è un modo per scoprire e vedere ogni giorno sotto i nostri occhi il fascino dei Tropici e i colori di meravigliosi fiori esotici.

Le orchidee erano un tempo piante destinate solo a un pubblico molto ricco ed esclusivo. Oggi, grazie ai progressi tecnologici, le piante di orchidea di molte specie diverse vengono prodotte in serra con procedimenti che riducono drasticamente i costi, consentendo così di poter acquistare splendide piante con pochi euro. Inoltre, queste piante nate e cresciute in serra sono facili da conservare in casa. La cura delle orchidee è semplice e far rifiorire le orchidee è una grande soddisfazione.

Come scegliere le orchidee
La famiglia delle Orchidacee comprende quasi 30.000 specie, alcune delle quali sono presenti anche nelle isole al largo dell’Antartico. Le orchidee di origine tropicale che vengono oggi prodotte in serra sono di origine ibrida (incroci fra specie e fra varietà delle diverse specie). La Phalaenopsis o “orchidea farfalla” e il Cymbidium sono orchidee molto robuste e adattabili, con lunghissima fioritura. Anche Vanda, Cattleya e Dendrobium sono resistenti; il Paphiopedilum dura a lungo se ha condizioni ambientali idonee. Orchidee come Miltonia, Cambria, Oncidium e altre sono un po’ più sensibili alle condizioni ambientali. Dopo l’acquisto non lasciate le vostre orchidee esposte al freddo o al caldo in auto, per lungo tempo; riparatele dalle correnti d’aria fredda durante il trasporto a destinazione.

Scegliere il posto giusto
Piante molto sensibili ai fattori ambientali, le orchidee tropicali richiedono in genere un ambiente luminoso e molto umido, lontano da fonti di calore e da finestre o porte che vengono aperte spesso in inverno. In casa e in ufficio, spesso si rivela idoneo il davanzale di una finestra esposta a Nord o con una tenda in grado di filtrare la luce solare (luogo ideale per le Phalaenopsis). In estate, un angolo fresco del balcone o giardino può essere ideale. Le orchidee Vanda si possono appendere a una pergola o ai rami di un albero, in ombra.

Come e quando innaffiare
Il metodo migliore è quello di tastare il substrato: se è quasi asciutto, fornire poca acqua; svuotare il sottovaso dopo 15 minuti dall’acqua eventualmente non assorbita. Un altro segnale della necessità di acqua è il colore delle radici che affiorano in superficie o che pendono dai vasi appesi: se sono di colore grigio argento occorre acqua; se sono verdi e turgide, non innaffiare. In genere, la necessità di acqua si manifesta ogni 5-7 giorni. Il momento migliore per innaffiare è di mattina. Se possibile, utilizzate acqua piovana o di fonte.

Come farle rifiorire
Al termine della fioritura si tagliano gli steli che hanno portato i fiori; la pianta va lasciata in riposo in posizione fresca, con luce media e senza concimazioni; il substrato deve essere quasi asciutto (solo appena umido).Trascorse 7-8 settimane può essere riportata in luce intensa (mai al sole) riprendendo a inumidire maggiormente il substrato e a concimare: si formano i nuovi steli e in qualche settimana appaiono i boccioli.

Il consiglio degli esperti GESAL
Per nutrire le orchidee del modo più semplice c’è Gesal Integratore in Gocce Orchidee, che consente un’ottimale crescita e sviluppo delle orchidee grazie alla presenza in giusta quantità di sali minerali semplici e complessi. La sua speciale formulazione in fiale è pronta all’uso per tutte le orchidee in vaso. Basta inserire la fiala obliquamente nel vaso ad una profondità di 2-3 cm, ad una distanza di 5-6 cm dal gambo della pianta, e annaffiare: il nutrimento viene rilasciato nell’arco di 15 giorni.
In alternativa si utilizza Gesal Concime Liquido Orchidee, da diluire nell’acqua delle innaffiature; ha una formula bilanciata ideale per piante particolarmente sensibili alla salinità come le orchidee.

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