Fermare le zanzare è possibile: le regole per vincere la battaglia

Per ritrovare il piacere di stare all’aperto senza il fastidio delle zanzare occorre mettere in campo alcune strategie di prevenzione e difesa.

Gli inverni non sufficientemente gelidi hanno favorito in questi ultimi anni il moltiplicarsi di un flagello che colpisce l’Italia intera. Per vincere la lotta contro zanzare classiche, zanzare tigre e flebotomi o pappataci (che veicolano la malattia chiamata Leishmaniosi nei cani e infezioni nell’uomo) occorre prima di tutto praticare alcune forme di tutela della persona e dell’ambiente:
• eliminare le acque stagnanti anche se in piccole quantità, per esempio nei sottovasi
• utilizzare sistemi di irrigazione a goccia, evitando la formazione di pozzanghere
• evitare l’abbandono di rifiuti che possono generare ristagno (barattoli, teli di plastica…).
• in casa, usare ventilatori o pale da vento, in quanto le zanzare non amano le correnti d’aria
• utilizzare le zanzariere ove possibile
• indossare vestiti coprenti e di colore chiaro (gli abiti blu e scuri le attirano)
• osservare un’eccellente igiene personale (l’odore del sudore le attira)
• praticare regolarmente il trattamento larvicida tramite pratici prodotti in pastiglie da collocare in tombini, caditoie e depositi di acque ferme non destinate a uso alimentare

Un aiuto dalle piante
Gerani a foglia profumata, aromatiche (soprattutto il basilico), lavanda, lantana, rosmarino e incenso (Plectranthus) sono fra le piante con azione repellente antizanzara. Altre piante di origine tropicale (citronella, andiroba, tea tree, neem, eucalipto…) sono utili, in forma di olio essenziale nel bruciaessenze o in prodotti industriali che contengono i loro principi attivi.

I dopo-puntura vegetali
Come dopo puntura, per placare il prurito, sono utili il limone, la salvia, gli oli di tea tree, lavanda e hamamelis. E persino il dentifricio: un pochino di pasta del tipo bianco aiuta a calmare il prurito sulla pelle nell’area della puntura. Se il ponfo si gonfia e non sparisce nel giro di alcune ore, meglio consultare il medico che può prescrivere un farmaco antistaminico.

Come usare gli insetticidi
Se scegliete di effettuare un trattamento insetticida, tenete presente che il prodotto ha azione non solo sulle zanzare ma anche su altri insetti striscianti e volanti, incluso le api; meglio quindi utilizzarlo solo dove non ci sono fiori particolarmente visitati dalle api, né vicino ad arnie. In generale, fate il trattamento di sera quando le api sono tornate nelle loro arnie. Inoltre, l’insetticida antizanzare non va usato su piante commestibili di alcun tipo. Si può prevedere un intervallo applicativo di 15-21 giorni, ma in caso di pioggia o irrigazione, il prodotto viene dilavato vanificando la sua efficacia. Leggete le indicazioni riportate in etichetta circa i dosaggi e somministrate il prodotto in modo sempre uniforme su prato, siepi, cespugli, vialetti, muri perimetrali, pavimentazioni, ecc.

Se usati correttamente, questi insetticidi non hanno specifiche controindicazioni nei confronti dell’uomo e degli animali domestici. L’unica precauzione da adottare, è far rientrare le persone e gli animali nell’area trattata solo dopo la completa asciugatura del prodotto (4-6 ore circa), evitandone l’uso nei prati dove giocano bambini piccoli o frequentati dai cuccioli di cani e gatti, per un discorso di cautela.

Rispettare e aumentare la biodiversità
Chi mangia le zanzare adulte, le larve e le uova? I nostri alleati sono numerosi: pipistrelli (un solo pipistrello può mangiare 2000 zanzare in una sola notte), rondini, uccelli insettivori, rane, rospi, lucertole, gechi, tartarughe, ditisco (un coleottero acquatico) pesci rossi e altri tipi di pesci come le gambusie…

La presenza dei nemici naturali è fondamentale, così come è importante lavorare insieme: affrontate l’argomento con i vicini di casa, ponetelo come tema per la tutela dei giardini pubblici, scolastici e ospedalieri, sollevate il problema nelle sedi istituzionali (Comune, distretto di quartiere)…

La guerra alle zanzare è aperta, le battaglie devono essere messe in pratica in molti modi diversi: e possiamo vincere, per recuperare la libertà di vivere all’aperto senza fastidi.

Il consiglio degli esperti GESAL
Anche le mosche sono un fastidio che può essere fermato con sistemi naturali. La trappola Gesal con esca Flybuster va posizionata ad un’altezza di 120-160 cm da terra. Le mosche entrano attraverso l’apertura della bottiglia e vengono conseguentemente catturate per essere eliminate. Efficacia da 30 a 60 giorni, in funzione della temperatura ambientale. Protegge una superficie all’aperto di circa 20/30 mq. Efficace riduzione delle mosche dall’80% al 90%. Non ha impatto ambientale e non è nociva per le persone e gli animali domestici.

Per ogni dubbio o quesito, Gesal può aiutarti: consulta ora i nostri esperti!

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